Motovacanza nel “Parco Nazionale del Cilento” con il moto club I Focei

“Cilento da scoprire”

Uno scrigno ricco di inestimabili tesori il Cilento, che racchiude un eccezionale patrimonio naturalistico, storico ed eno-gastronomico, così vasto che occorrerebbe un’enciclopedia per render merito a tutto.
“Cilento da scoprire” è l’itinerario da percorrere in moto, tra i più belli in Italia, organizzato dal Moto club I Focei. Sarà un lungo ed affascinante viaggio tra l’azzurro mare da una parte, le montagne e le colline ricoperte da manti di ulivi dall’altra, tra i promontori a strapiombo sul mare e le spiagge dorate, tra fiumi, cascate e grotte.
Un percorso che principierà da Ascea Marina, e percorrendo il territorio del Parco del Cilento, attraverso innumerevoli paesini aggrappati alle montagne, si potranno raggiungere alcuni dei posti più belli, affascinanti, ricchi di storia e natura da vedere assolutamente.
Si inizierà con la visita alle Grotte di Pertosa, prodotto del lavorio incessante della natura da ben trentacinque milioni di anni, i cui percorsi si snodano per tre chilometri sotto l’imponente mole del massiccio degli Alburni.
Dopodiché si giungerà ad un piccolo borgo dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: Teggiano. È il centro storico più importante del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, una sorta di piccola città-museo: ha origini remotissime ed il suo patrimonio d’arte, di storia e di cultura gli sono valsi l’appellativo di Urbino del Sud.
La meta del giorno successivo è un angolo paradisiaco del Cilento a pochi chilometri dalla costa del golfo di Policastro, ovvero l’Oasi di Morigerati gestita dal WWF Italia. Creata nel 1985 a protezione della fauna e per la salvaguardia del territorio e delle biodiversità, l’oasi con le sue cascate, i piccoli laghi, le sorgenti di acqua limpida, il mulino secentesco, rendono questo luogo uno dei più belli della provincia di Salerno.
E per quanto inevitabilmente saziati da cotanto incanto, come se non bastasse, sulla via del ritorno si passerà accanto a località come Marina di Camerota, Palinuro, Pisciotta, vale a dire alcune delle mete del Cilento più frequentate e note.
Ulteriore destinazione: Sant’Angelo a Fasanella. Un antico e suggestivo centro che per quanto piccolo custodisce in sé un grande patrimonio artistico e culturale, attestato da ben due siti UNESCO.
E poi ancora, Castelnuovo Cilento che prende il nome dall’antico castello (XIII sec.) che sorge nella parte più alta del paese. Esso è posto su di una collina dalla quale si domina l’intera valle dell’Alento fino alla costa.
Tappa seguente il santuario della “Madonna di Novi Velia”, le cui origini risalgono al 1323, posto sulla cima del Monte Gelbison a 1705 s.l.m. risultando essere così il santuario più alto d’Italia. Dal suo piazzale la vista abbraccia quasi tutto il Cilento, con i Monti Alburni da una parte e l’azzurro intenso del Mar Tirreno dall’altro. Oltre, verso sud, il massiccio del Pollino ed al di là del profilo della Costiera amalfitana e del promontorio di Palinuro, si possono scorgere le sagome delle isole di Ischia e Capri.
Per concludere la visita all’Oasi del Fiume Alento che alimenta col suo corso questa riserva naturale per le cui peculiarità di biodiversità è stata riconosciuta nel 1992 dalla Comunità Europea, come Area SIC (Sito di Importanza Comunitaria) .
E lungo questo percorso già di per sé eccezionale, si congiunge il viaggio attraverso la squisita gastronomia cilentana tra profumi e sapori diversi, in quanto rispecchia in pieno l’eterogeneità del suo territorio. La cucina cilentana è florida di tradizione, ricchissima, sostanziosa eppure semplice ed equilibrata allo stesso tempo, tanto da renderla il pilastro della dieta mediterranea.
Il Cilento, dunque, è una sorta di cornucopia, un cesto inesauribile da cui attingere a piene mani: il “Cilento da scoprire” offre l’occasione per conoscere preziosi luoghi che forse sono meno noti, meno frequentati dal turismo di massa, e per questo ancora più affascinanti.
Il solo nominarli ed accennare a solo alcune delle loro caratteristiche determina una profonda emozione, ma anche un sentimento di riverenza verso questi “tesori” inestimabili che le solo parole non sono in grado di descrivere, e per questo vanno assolutamente visitati.
E per questo il Moto club I Focei – che già dalla scelta del nome rivela il proprio forte legame con le antichissime origini della loro terra (i fondatori di Velia venivano da Focea , in Asia Minore, da dove erano fuggiti nel 545 a.c., per l’attacco militare persiano, finché nel 540 a.c. si rifugiarono a Reggio. Un oracolo li spinse verso la fonte Hyele, dove fondarono la città di Elea, denominata dai Romani Velia- n.d.a. )- ha organizzato questa “moto vacanza” di cinque giorni con inizio il prossimo o5 giugno, proprio per far conoscere almeno una parte di un Cilento “alternativo” che propone una miriade di percorsi culturali, artistici, storici, paesaggistico- ambientali e non ultimo, eno-gastronomici egualmente di elevatissimo interesse.

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